Riassunto per appunti della “Vita di don Giussani”

Capitolo 37 

“Vergine Madre, figlia del tuo figlio..”

Lo Shuttle e Nassirya (2003)

1113

Il 1° febbraio 2003 tutto il mondo assiste in diretta televisiva all’esplosione della navetta Columbus. Mentre osserva le immagini dello shuttle che precipita, Giussani è colto da una domanda:

«Con tutto quello che accade è giusta la vita? Se non rispondessimo, tutto rimarrebbe nella disperazione, come se la tragedia dello shuttle capitasse centomila volte in un giorno, lasciando centinaia di milioni disperate»

Eppure, nella ricerca di una risposta che affermi la bontà dell’esistenza,

«l’uomo, incontra un limite, si scopre limitato per natura, così che tutto sembra senza fiato»

«E per questo la domanda sulla riuscita della vita domina le giornate di chiunque abbia respiro umano».

Ora c’è una sola spiegazione ragionevole di tutto ciò che è accaduto:

«La croce di Cristo».

Ma l’opera di Cristo è la vittoria del bene sul male, che l’uomo può imitare in qualunque circostanza si trovi, riconoscendo così che

«la vita è giusta perché va misteriosamente ma sicuramente verso il suo destino di positività».

E questo si può sperimentare anche di fronte al pericolo della guerra.

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Giuss.: sulle ragioni dei pro e dei contro la guerra in Iraq:

«Le parti che si confrontano nella prospettiva della guerra sono cariche di ragioni e accusa….

Chi va contro l’Iraq difenderebbe un potere che ha e chi si oppone agli USA vorrebbe prendere in mano un potere che non ha ancora.

Perciò la questione appare irrisolvibile, eccetto che con l’uso della forza…

Tra l’altro, questo dovrebbe far riflettere anche certe guide dei movimenti pacifisti: se non sia solamente altro odio che viene scaricato in piazza».

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Giuss.:

«Nella misericordia la faccia del soldato americano è identica a quella del soldato iracheno che si trova di fronte la bocca del cannone che lo frantumerà.

Sono tali e quali, non sono più l’uno contro l’altro. Che grande mistero!».

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Giuss.: confessa di provare

«una profonda pietà per chi si è assunto la terribile responsabilità della guerra».

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CANTO ALLA VERGINE(da rileggere ogni tanto)

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Giuss.: dopo il pellegrinaggio a Loreto del 2003:

«Il principio fondamentale del cristianesimo è la libertà, che è l’unica traduzione dell’infinitezza dell’uomo.

E questa infinitezza si scopre nella finitezza che l’uomo sperimenta.

La libertà dell’uomo è la salvezza dell’uomo.

Ora la salvezza è il Mistero di Dio che si comunica all’uomo.

La Madonna ha rispettato totalmente la libertà di Dio, ne ha salvato la libertà; ha obbedito a Dio perché ne ha rispettato la volontà: non vi ha opposto un suo metodo. Qui è la prima rivelazione di Dio».

1119

Giuss.:

«”Vergine Madre” indica la modalità eterna con cui Dio comunica la Sua natura.

Vergine viene prima di Madre:

vergine è secondo la natura dell’Essere, lo splendore dell’Essere; madre è lo strumento usato dall’Essere per comunicarsi».

1119

Giuss.:

«La Madonna è il metodo a noi necessario per una familiarità con Cristo. Lei è lo strumento che Dio ha usato per entrare nel cuore dell’uomo».

1120

Giuss.:

«Termine fisso d’eterno consiglio»: questa è la parola che definisce la natura delle cose che sono; nella sua definitività è l’espressione della potenza creativa di Dio.

Quel “fisso” non rappresenta un  blocco della libertà di Maria, perché il termine fisso è un suggerimento che viene dall’Eterno, che conferma l’opera di Dio.

Per questo la prima parte dell’inno di Dante è l’esaltazione dell’eterno.

È questo che bisogna rinfocolare nell’animo nostro e in quello dei credenti: l’amore a Cristo, a Cristo che è l’eterno consiglio.

Tutto appartiene all’eterno.

Termine fisso d’eterno consiglio: questo è il disegno ultimo, primo ed ultimo del creato.

È un eterno consiglio, è una cosa che vibra e che si chiama eternità».

1120

Giuss.:

«Lo Spirito Santo è l’attuarsi provvidenziale del termine fisso d’eterno consiglio: è il punto fisso definito dalla creazione dello Spirito, del genio di Dio.

Consiglio” è percepire la dimensione infinita, inarrivabile, invincibile dello Spirito Santo.

Questo rivela la ragione che giustifica il metodo dell’Incarnazione.

Senza questo passaggio la Madre di Cristo non si capirebbe».

1121

Giuss.:

«La speranza è una formula vivace, gioiosa e, nel suo impeto, nella sua purezza di contenuto, detta l’immagine di tutta l’umanità:

la carità come forma della moralità»…...

«Tutto quello che accade è Grazia, tutta la Grazia è in quel Tu in cui avviene l’adempimento».

1121

Giuss.:

«Il Mistero diviene il popolo umano e il “coro” dell’Infinito.

Si realizza così un enfasi di personalità cristiana: ci si alza al mattino per andare a messa, per farsi curare, per andare a lavorare, per i figli….ci si alza per una esplosione in sé stessi del fatto di Cristo».

1122

Carron a don Giussani:

«Fede: riconoscimento di una Presenza presente.

Per questo attraverso di te – la tua carne – il Mistero dell’essere sfida il nostro nulla e lo vince […]»

«E’ per questo che vediamo accadere in te, davanti ai nostri occhi, che possiamo capire cos’è successo alla Madonna.

Si parte sempre dal presente.

Altrimenti soccombiamo alla nostra immaginazione».

1123

Adrianus Simonis Arcivescovo primate d’Olanda:

«..pare proprio confermato il compito di mons. Giussani e dei sempre più numerosi amici: rigenerare il pensiero in forza dell’Evento Cristiano.

È aperta una strada provvidenziale per liberare la fede dalla sua riduzione a morale.

Solo così la Chiesa può tornare ad essere un fatto di vita tra e per gli uomini».

1123

«Ciò che più mi colpisce è l’umile audacia di don Giussani, o forse meglio la sua umiltà audace.
Lui non si preoccupa di usare il linguaggio pretenzioso della metafisica. E con questa certezza ci parla!
Ancora più notevole è la sua identificazione audace di “essere” e “verginità”.
Quale filosofo, quale teologo ha mai detto questa cosa?».

john mc carthy

1123

Tutto è dono, immeritato, smisurato, sovrabbondante: il nostro unico scopo come cristiani è quello di adorare il Datore di tutto, e lo possiamo fare solo accettando il dono – della vita, dell’intelligenza, dell’amore, della bellezza –  restituendolo al suo creatore».

paul l. griffits – teologo

1123

«Uno dei problemi più gravi che si pongono a noi protestanti è quello di aver perduto Maria come primogenita della nuova creazione di Dio in Cristo….perciò accolgo con gioia le profonde riflessioni di don Giussani su Maria che, come lui giustamente nota, esemplifica l’estasi di speranza che rende cristiano un cristiano».

stanley hauerways – teologo protestante

1126

«Quando egli (l’uomo), considerando la pluralità dei mondi, si sente essere infinitesima parte di un globo che è minima parte di uno degli infiniti sistemi che compongono il mondo, in questa considerazione stupisce la sua piccolezza e, profondamente sentendola e intensamente guardandola, si confonde quasi con il nulla». (Zibaldone, 12,VII, 1823).

LeopardiZibaldone, 12,vii, 1823

1126

Giuss.:

«Ogni mattina possiamo incominciare la giornata con la preghiera dell’Angelus, lasciando entrare nel nostro nulla questa dominazione, nel nostro niente, nella nostra distrazione, nel nostro male…ci è comunicato l’annuncio che il Verbo si è fatto carne, come alla Madonna.

Ci alziamo per questo: perché Cristo domini ogni volta di più nella nostra giornata per la vita nel mondo».

1129

Giuss.:

«La verità, la bellezza, il gusto della vita e l’amore, la capacità di amore che il cristianesimo ha realizzato nel mondo, in questo nostro mondo sono frutto innegabile, e constatabile quindi quotidianamente, del seno della Madonna».

1130

Giuss.: il suo punto di riferimento è san Giuseppe,

«che nessuno avrebbe mai osato pensare responsabile di Cristo, se non fosse perché lui è collocato dalla Madonna, come responsabile della sua vita».

1131

12 novembre 2003 Nassirya. La moglie di uno dei carabineri uccisi, Margherita, compare in tutti i telegiornali: «la nostra vita è tutta qui dentro indicando il vangelo»…….(da rileggere ogni tanto).


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