Riassunto per appunti della “Vita di don Giussani”

Capitolo 5 

« Le circostanze, segni del compito che Iddio affida alla nostra vita»

I primi anni del sacerdozio e la malattia (1945-1950) (105)

105

Giuss: «L’amore è racchiuso solo nell’azione che stiamo compiendo».

106

Giuss:

«La mia passione per il loro destino li rendeva come bambini.

Se non si vive per questo, non si ama la moglie, non si amano gli amici, non si amano i figli! Non si ama nessuno! Cioè si usa la gente.

L’amore all’uomo è l’amore al suo destino.

Questa è la gratuità. Il tuo destino è quello che mi interessa».

106

Giuss:

«La legge della vita è amare, non essere ricompensati. (episodio della moglie maltrattata).

È un dolore non ricevere la ricompensa, ma questo non distrugge né l’uomo né la compagnia».

107

Giuss: «La bontà è sempre un sacrificarsi e servire gli altri e i loro gusti, prima delle proprie voglie e dei propri comodi».

110

Giuss da Varigotti a Majo:

«Perché io so che ogni istante che trascorro in questa forzata inattività, in questa penosa cura di me stesso, può essere un immenso atto d’amore che serva alla felicità dei miei fratelli uomini ed alla gloria del mio Amico Divino, più di quanto l’avrebbe potuto essere il mio esteriore ardore».

110

Savorana:

La malattia è percepita da Giussani come un fatto che ha un suo senso nel generale disegno di Dio, più di quanto potrebbe averlo il suo attivismo.

Tutto è abbracciato in uno sguardo positivo.

112

Giuss. durante la malattia a Varigotti:

«Sono sempre sereno, proprio perché questa malattia e questa negazione apparente di vita mi ha dato la convinzione incrollabile che la volontà di Dio solo importa: che cioè importa solo l’amore».


Indice linkato